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Come fare per venire in Italia per lavoro autonomo

Permesso di soggiorno

La possibilità per un cittadino straniero di venire dall'estero per svolgere un'attività autonoma in Italia è legata a specifiche quote d'ingresso, stabilite nei periodici Decreti dei flussi, e ad altre condizioni.

Il primo requisito è che l'attività che si vuole esercitare non sia riservata dalla legge ai cittadini italiani o dell'UE ( Testo Unico art. 26), e che esista per essa la “condizione di reciprocità”. La reciprocità, cioè la possibilità per un italiano di svolgere quella stessa attività nel paese d'origine dello straniero, è stabilita da accordi bilaterali o viene verificata dal Servizio del Contenzioso Diplomatico e Trattati del Ministero degli Affari Esteri.

E' necessario inoltre dimostrare di avere i requisiti previsti dalla legge italiana per l'esercizio della singola attività, compresi gli eventuali requisiti per l'iscrizione in albi e registri. Questo può comportare ad esempio la necessità di richiedere anche il riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali conseguite all'estero e sostenere esami di abilitazione, quando ciò sia necessario per svolgere l'attività scelta.

Non ultimo, bisogna disporre di risorse economiche adeguate, soprattutto se si vogliono avviare attività imprenditoriali o commerciali.

La richiesta di visto all'Ambasciata o Consolato italiano nel paese di residenza è solo l'ultimo passo di procedure molto complesse, che potrebbero richiedere anche un precedente breve soggiorno in Italia, ad esempio per affari o turismo (e quindi precedente richiesta di visto), per raccogliere la documentazione e ottenere le autorizzazioni preliminari. Queste pratiche da svolgere in Italia possono comunque essere seguite anche da un'altra persona formalmente incaricata con delega dal diretto interessato.

Occorre prima di tutto avere il “Nulla Osta all'esercizio dell'attività”, cioè la dichiarazione che non ci sono motivi che impediscono di dare le autorizzazioni, abilitazioni, licenze, iscrizioni, necessarie per svolgere l'attività scelta.

Questa dichiarazione deve essere richiesta, a seconda dei casi,

  • alla Camera di Commercio (per l'avvio di imprese commerciali, artigianali, industriali) oppure,
  • all'Albo corrispondente, per le attività professionali che possono essere esercitate solo se si è iscritti ad un albo; oppure
  • al Ministero di volta in volta competente (Sanità, Giustizia, Trasporti, ecc).

La documentazione da presentare per ottenere questa dichiarazione cambia a seconda del tipo d'attività.
Insieme a questa dichiarazione deve essere richiesta anche l'attestazione che indica i parametri economici, cioè le risorse finanziarie occorrenti per l'esercizio di quell'attività, di cui lo straniero deve avere disponibilità.
Per le attività indipendenti che non richiedono l'iscrizione ad albi o registri, licenze, e così via, oppure per attività come consulente su incarico di un'azienda, non è prevista la presentazione della
dichiarazione che non esistono motivi di impedimento e l'attestazione relativa ai parametri economici. In questi casi, si può passare direttamente a richiedere il Nulla Osta all'ingresso. Si deve disporre anche di una idonea sistemazione alloggiativa: per questo si dovrà esibire un contratto di acquisto o di locazione dell'immobile (ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 4.1.1968, n. 15) una dichiarazione di un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia che attesti di aver messo a disposizione dello straniero un alloggio idoneo. In presenza di queste condizioni, il cittadino straniero deve richiedere alla Questura territorialmente competente, il Nulla Osta provvisorio ai fini dell'ingresso.
Alla richiesta devono essere allegate la dichiarazione che non esistono motivi di impedimento e l'attestazione relativa ai parametri economici; per le attività per le quali questi documenti non sono richiesti, si deve presentare l'incarico o il contratto della società con la quale collaborerà, oltre ad altri documenti relativi alla società stessa.
Fermo restando quanto previsto circa la disponibilità economica per l'avvio di attività in proprio, il reddito che deve essere garantito ad un collaboratore autonomo deve essere superiore all'importo minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (cioè superiore a 8.263,3 Euro).
Al momento della domanda di nulla osta deve essere indicato anche dove il lavoratore abiterà.

Una volta ottenuto il Nulla Osta all'ingresso, si richiede quindi il visto di ingresso al Consolato. Il visto viene rilasciato solo se la domanda rientra nel numero di lavoratori autonomi che in quel momento possono essere autorizzati a entrare.

 

 

 
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