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Chi ha discendenze italiane...

Cittadinanza

1a situazione

Il cittadino straniero che ha il padre o la madre o uno dei quattro nonni (quindi ascendenti in linea retta entro il 2° grado) che sono stati cittadini italiani per nascita, anche se poi questi hanno perduto la cittadinanza, ha diritto, se vuole, di diventare italiano, se (art. 4, comma 1, L.91/92)

  • fa il servizio militare in Italia e dichiara prima di voler diventare italiano; oppure
  • prende un lavoro alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiara prima di voler diventare italiano; oppure
  • è residente in Italia da almeno 2 anni quando compie 18 anni di età e dichiara, prima di compierne 19 , di voler diventare italiano.
  • La circolare del 8 aprile 1991 del Ministero dell'interno ha facilitato la richiesta dei cittadini stranieri di origine italiana che possiedono la cittadinanza attribuita in base al principio

"jure soli"(Argentina, Brasile, Uruguay, Stati Uniti, Canada, Australia, Venezuela ecc..).
Le condizioni per questi cittadini sono se la cittadinanza lo chiedono in Italia:

  • Avere la residenza in un comune italiano (la possibilità di avere la residenza in base al circolare 28/2002 del Ministero dell'Interno anche con permessi di soggiorno brevi)
  • Estratto dell'atto di nascita dell'avo italiano rilasciato dal Comune italiano dove lui è nato
  • Atti di nascita e di matrimonio legalizzati e tradotti in italiano di tutti i discendenti in linea retta
  • Certificato rilasciato dalle autorità dello stato estero di emigrazione tradotto e legalizzato che dimostra che l'avo italiano non acquistò la cittadinanza dello stato di emigrazione
  • Certificato rilasciato dal Consolato italiano che nè l'avo, nè i discendenti e nè il richiedente hanno rinunciato alla cittadinanza italiana

La dichiarazione va fatta nel Comune di residenza, davanti all'Ufficiale di Stato civile, o al consolato italiano per chi è residente all'estero.

 

2a situazione

Il cittadino straniero che ha il padre o la madre o uno dei quattro nonni che sono nati italiani, anche se poi questi hanno perduto la cittadinanza, può chiedere che la cittadinanza italiana gli sia concessa se risiede in Italia da almeno 3 anni. (art. 9, comma 1, lettera a) L.91/92)

Non è richiesto di rinunciare all'altra cittadinanza.


La domanda di naturalizzazione va presentata alla Prefettura della provincia di residenza, insieme alla documentazione che dimostra la cittadinanza italiana del genitore o di uno dei nonni, oltre che quella propria relativa alla nascita, la residenza, i redditi degli ultimi 3 anni, lo stato di famiglia, i precedenti penali e i carichi pendenti, questi ultimi sia in Italia che al paese di provenienza.

I certificati che sono rilasciati da un'amministrazione italiana possono essere sostituiti da autocertificazioni, quelli di amministrazioni estere devono essere tradotti e legalizzati dal consolato italiano nel paese che li ha rilasciati.
Bisogna presentare anche una dichiarazione che autorizza le Autorità del Paese di origine a rilasciare tutte le informazioni sul proprio conto richieste dalle Autorità diplomatiche italiane accreditate presso lo Stato di appartenenza.
Per maggiori dettagli sui documenti da presentare, informarsi direttamente in Prefettura.


Il Ministero dell'Interno può richiedere comunque anche altra documentazione. Se la documentazione non è completa e corretta, la domanda viene annullata.

Se la cittadinanza viene concessa, la persona deve prestare giuramento davanti all'Ufficiale di Stato civile, entro sei mesi dalla notifica. Se non si presta il giuramento di fedeltà, il decreto di concessione non ha effetto.


I figli minorenni conviventi con il genitore straniero che diventa italiano, diventano a loro volta italiani, dopo che il genitore ha prestato il giuramento. (art.14 L.91/92).

Se la domanda viene respinta, si può ripresentare la domanda dopo un anno dal provvedimento di rigetto.

 
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