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Il diritto di soggiorno cittadini UE

Cittadini UE

 

Permanenza fino a 3 mesi

Il cittadino UE ha il diritto di soggiornare in Italia, senza alcuna formalità, per un periodo fino a tre mesi, a condizione di avere un documento di identità valido per l’espatrio.

Con il D.lgs 32/2008 è stata introdotta la possibilità di dichiarare la presenza all'autorità di polizia una volta giunto in Italia, in assenza della quale, a seguito di una verifica successiva delle condizioni di soggiorno, si presume che sia in Ialia da più di tre mesi.

 

Permanenza superiore a 3 mesi

Il cittadino UE ha diritto di soggiornare in Italia per periodo superiore di tre mesi (art. 7 D.Lgs n 30 del 6/2/2007) quando:

  • e’ lavoratore subordinato o autonomo nel territorio dello Stato; (oppure: ha un lavoro subordinato o autonomo in Italia);
  • frequenta un corso di studio o di formazione professionale presso un istituto pubblico o privato riconosciuto, e ha la disponibilità di risorse economiche sufficienti e una copertura sanitaria,  attestate mediante dichiarazione o altra documentazione idonea;
  • in tutti gli altri casi in cui comunque dispone, per se stesso e per i suoi familiari, risorse economiche sufficienti: per il 2015 valgono i redditi previsti sono i seguenti:
  • Richiedente : 5.830,63 annui
    Richiedente e 1 familiare : 8.745,94 € annui
    Richiedente 3 2 familiari - 11.661,26 € annui
    Più familiari aumento di € 2.915,31 per ogni familiare
    Richiedente e 2 o più minori di 14 anni - 11.661,26 € annui
    Richiedente e 2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.576,57 € annui

tale reddito è necessario per non pesare sull’assistenza sociale durante il periodo di soggiorno e di un’assicurazione sanitaria, o titolo equivalente, che copra tutti i rischi in materia di salute nel territorio nazionale.

Per soggiorni superiori a tre mesi deve essere richiesta l’iscrizione anagrafica. Questa ha sostituito la carta di soggiorno, abolita per i cittadini comunitari.

 

L’iscrizione anagrafica

Chi intende soggiornare per un periodo superiore a 3 mesi, deve chiedere l’iscrizione anagrafica al Comune di domicilio. L’iscrizione anagrafica sostituisce per i cittadini comunitari la vecchia carta di soggiorno. La richiesta dell'attestazione di soggiorno deve essere corredata da una marca da bollo di 16 euro.

Trascorsi 5 anni di soggiorno consecutivi, il cittadino comunitario può richiedere l'Attestazione di soggiorno permanente, sempre tramite il Comune di residenza ove si è fatta la precedente richiesta di Iscrizione anagrafica.

La documentazione da presentare:

  • se si soggiorna per lavoro: la documentazione attestante l’attività lavorativa esercitata.
              
  • se si soggiorna per motivi di istruzione o di formazione professionale: l’iscrizione presso un istituto pubblico o legalmente riconosciuto, la polizza di una assicurazione sanitaria e la documentazione che dimostra di possedere le risorse economiche;
  • se si soggiorna  senza svolgere attività lavorativa o di studio (ad esempio, pensionati) si deve dimostrare la disponibilità di risorse economiche per sé e gli eventuali familiari e la documentazione che dimostra di avere una copertura sanitaria.

Queste disposizioni si applicano anche in caso di iscrizione effettuata prima del termine di tre mesi.

La disponibilità di risorse economiche può essere dimostrata con autocertificazione.

L’ufficio rilascerà un’attestazione, che riporta nome, luogo di dimora e data della richiesta di iscrizione.

Il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari può essere limitato solo per motivi di sicurezza dello Stato, motivi imperativi di pubblica sicurezza, altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza.

Il divieto di ingresso varia da 3 a 5 anni e viene indicato nel provvedimento che si notifica all'interessato, insieme alle indicazioni sulle modalità d'impugnazione del provvedimento.

Nell'adottare un provvedimento di allontanamento, si deve tenere conto anche della durata di soggiorno dell'interessato, della sua età, della situazione familiare, della sua integrazione sociale e dei legami con il paese d'origine.

Nel caso di beneficari di diritto di soggiorno che hanno soggiornato nel territorio nazionale nei precedenti dieci anni o per i minorenni, il provvedimento di allontanamento può essere disposto solo per motivi di sicurezza dello Stato e per motivi imperativi di pubblica sicurezza.

Il cittadino comunitario può essere allontanato anche quando vengono a mancare le condizioni di soggiorno. In questo caso non è previsto un divieto d'ingresso.

 
 
      

 

 

 

 

Aggiornato a marzo 2010

 

 

 
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